Un dono inaspettato

Raffaello Romanelli frequentava la mia trattoria fin da piccolo, quando a portarcelo era il nonno Raffaello, anch’esso scultore. I suoi antenati hanno lavorato nello studio di Porta San Frediano, uno dei più antichi d’Europa, fondato nel 1829 da Lorenzo Bartolini. Pasquale Romanelli, allievo prediletto del Bartolini, rilevò la proprietà dello studio alla morte del maestro e ne assunse la direzione. Nel 1860 fondò anche una galleria d’arte e fu il primo di cinque generazioni di scultori Romanelli che si avvicendarono nella gestione. Tante sono le opere scultoree firmate “Romanelli” che sono sparse per Firenze, ma anche in grandi musei e piazze di tutto il mondo. Tanto per citarne alcune: “Ercole e il leone” in piazza Ognissanti, “Cosimo Ridolfi” in piazza Santo Spirito, il busto di Benvenuto Cellini sul Ponte Vecchio, il busto del Bartolini nella Chiesa di Santa Croce, uno dei bassorilievi sulla facciata in alto di Santa Maria del Fiore, “Francesco Ferrucci” sotto il portico degli Uffizi.

Raffaello ha ricevuto una formazione classica presso lo studio del Maestro Charles H. Cecil dove ha appreso le tecniche del disegno e della pittura. Da sempre ha nutrito i suoi occhi e il suo spirito con le opere dei suoi avi respirando sin da piccolo l’aria di bottega e venendo a contatto con molti scultori da cui ha preso esempio. Raffaello però, oltre a essere scultore, è anche un gallerista e un insegnante. Una volta mi confidò che la sua grande passione è proprio l’insegnamento, perché, come mi disse: “Insegnando impari, e poi tramandi la conoscenza”. 

Il fratello di Raffaello, Vincenzo, è a sua volta scultore, ma il suo grande amore per gli animali e il rispetto della natura, conseguenze della sua vita nella campagna toscana, lo hanno portato a specializzarsi in sculture di animali.



Quindi, Raffaello è scultore, insegnante e gallerista, ma secondo il mio modesto giudizio, il vero talento di Raffaello è proprio la scultura. Il suo tema principale è la figura umana con la ricerca delle naturali proporzioni del corpo. Ed è nei ritratti che dà la massima espressione di sé. Ho sempre apprezzato i suoi lavori, tanto che quando ne ho avuto l’occasione, ho accompagnato amici a conoscere la sua galleria. Proprio durante una di queste mie visite, Raffaello, forse percependo in me lo stesso suo amore per l’arte, propose di farmi un busto: uno dei più bei regali mai avuti e altrettanto inaspettato. Avevo scritto di lui nel mio libro e la nostra conoscenza è basata su grande stima reciproca, ma non avrei mai pensato di poter essere fonte di ispirazione per un’opera... fatto sta che di lì a poco abbiamo iniziato a lavorare a questo busto: io posavo mentre lui modellava, e parlavamo. Parlavamo del più e del meno, del nostro lavoro, delle nostre vite. Mi ha spiegato tanto sulla scultura e sugli attrezzi del mestiere. E in tutto questo conversare si è nutrito delle molteplici espressioni del mio volto ed è riuscito a catturare la mia personalità. Forse è proprio questo il segreto dell’intensità espressiva delle sue opere: arrivare a una conoscenza profonda della persona per dare forma alla bellezza di ciascun soggetto, esprimendo la sua anima. Manola Gelli, una mia cara amica, vedendo il mio busto si è rivolta a Raffaello e gli ha detto: “Hai saputo cogliere tutta la dolcezza del suo cuore e al tempo stesso tutta la sua forza. Sono veramente impressionata, complimenti!”

Il busto non è stato ancora svelato, se non a pochi. Contiamo di farlo al più presto festeggiando con la gente. Nel frattempo, consiglio a tutti di andare a visitare questa stupenda Galleria nel cuore di San Frediano perché varcare quello stupendo portone in legno al n. 70 del Borgo, significa entrare in una realtà fuori dal tempo. Quello che era la Chiesa dell’Arcangelo Raffaello, oggi è uno stupendo atelier di scultura e Raffaello ne è l’attento custode.

In tanti mi chiedono dove metterò il busto. Sinceramente ancora non so... forse per un periodo lo posizionerò in trattoria perché molti dei miei clienti hanno chiesto di vederlo. Mio marito invece gli ha trovato una collocazione alternativa... lui dice a tutti: “a Soffiano, così siamo già pronti...” . So che mi ama, ma meglio fare gli scongiuri!





2 commenti:

  1. Ila ogni giorno ci stupisci...sei splendida a riuscire a tener vivo l'animo in questo periodo buio...sempre al tuo fianco!!!!! Un abbraccio

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