All’interno del parco si riscontrano tanti simboli legati alla massoneria, alla quale erano affiliati sia l’architetto Digny che il marchese Pietro Guadagni, poi Torrigiani. I lavori iniziati con il Digny, proseguirono con l’ingegnere Gaetano Baccani (noto per il progetto del campanile di Santa Croce). Si deve a quest’ultimo anche la realizzazione del famoso “Torrino”, che da sempre è lo stemma della famiglia Torrigiani. Questa torre, in stile neogotico, rappresenta la fine della vita e la successiva rinascita; è alta circa 22 m e ai sui tempi migliori conservava al suo interno una raccolta di strumenti astronomici e ospitava una biblioteca; sulla sua sommità, una terrazza scoperta per l’osservazione del cielo. La piccola torre è stata costruita su una collina artificiale, creata con le macerie delle vecchie case popolari di San Frediano ed è a ridosso del bastione, che fu fatto erigere da Cosimo I de’ Medici nel 1544, per difendersi dai Senesi. La torre, dal lato che guarda la villa, è un po’ danneggiata, perché durante la guerra è stata colpita dai soldati che si erano insediati nella villa stessa. Fortunatamente, però, il giardino Torrigiani è stato salvato, perché come per Ponte Vecchio, un sergente rivelò dove erano state piazzate le mine.
Il nome Torrigiani deriva dal soprannome che venne dato a una famiglia che si stabilì a Firenze nel 1300, che abitava in una casa-torre in San Lorenzo e vendeva il vino: quindi, Torrigiani, perché ‘abitanti della torre’. Oltre a vendere il vino, Betto Torrigiani, ben presto pensò di offrire anche ristoro e un letto per dormire: ecco che nacque il primo ‘bed and breakfast’ e forse, proprio dal suo nome, Betto, la prima ‘Bettola’. Anche la prima partita di football inglese in Italia è stata giocata nel giardino Torrigiani; fu organizzata da un certo Sindaco Torrigiani della fine dell’800 e tutti gli anni l’evento viene rievocato giocando una partita.
Vieri Torrigiani Malaspina da sempre si è dedicato allo studio e alla cura delle piante, fondando l’azienda florovivaistica “Giardino Torrigiani”, proprio nello stesso luogo dove nel 1716, Pier Antonio Micheli fondò la prima “Società botanica italiana”. Oggi, nel vivaio, vengono coltivate piante in vaso da giardino, sia da fiore che verdi, e nelle serre vengono coltivate piante tropicali da interni, proprio come in origine, quando Linneo in persona andò nel giardino e dedicò al giardiniere il “Croton Torrigianarum”… piante in vaso magnifiche che servono a rendere ancora più bella la nostra Firenze. E, in un angolino, proprio sotto la Storica Porta San Frediano, piante di bosso fiorentino, assieme a due piccoli cipressi e a un magnifico olivo, delimitano un piccolo dehors di una storica trattoria, semplice e popolare, ma che amo con il cuore: la mia!… “Sabatino”.
All’interno del giardino, Vanni Torrigiani Malaspina ha restaurato l’antica serra del 1714, inserendoci un impianto fotovoltaico all’interno di due lastre di vetro, lasciando così inalterata la struttura originaria, che, assieme all’antistante giardino formale all’italiana, ha un fascino incredibile. La serra è atta a ospitare eventi di varia natura, nonché sfilate di moda proprio come ai vecchi tempi; infatti la prima sfilata Italiana si è svolta proprio qui, a villa Torrigiani nel 1951: nella sala al piano superiore, sfilarono, su idea di Emilio Pucci e Giovanni Battista Giorgini, prestigiose collezioni, tra le quali quelle delle sorelle Fontana, di Helena Rubistein, e del giovanissimo Roberto Capucci, che, a soli quattordici anni fece sfilare le modelle tra le statue, unendo moda e arte, strabiliando tutti.

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