Ho iniziato a fare fotografie con la vecchia Yashica manuale di mio padre, quando ancora per riavvolgere il rullino si doveva girare la manovella. Ho imparato anche a sviluppare le fotografie in camera oscura, principalmente in bianco e nero.
Non mi è mai piaciuto particolarmente fotografare paesaggi, perché, per quanto possano essere belli, sono statici e quindi li ammiro, mi emozionano, ma non mi intrigano. Invece sono sempre stata attratta dalle persone, che cambiano istante dopo istante, che provano emozioni. Infatti penso che lo scopo della fotografia sia, non solo quello di fissare fedelmente l’immagine e il ricordo, ma anche e soprattutto, quello di cogliere e talvolta sorprendere, nella loro immediatezza, gli aspetti più significativi e suggestivi della figura umana, interpretandoli. Con gli anni sono passata da dietro l’obbiettivo a davanti, cercando di imparare sempre cose nuove. Una delle soddisfazioni più grandi che la fotografia mi ha dato è stato il trasmettere questa mia passione ad altre persone che oggi sono diventate fotografi a tutti gli effetti.





