Nel 1976 Riccardo Barthel, animato dalla sua grande passione per l’interior design, rilevò, quasi per scommessa, una piccola bottega di ceramiche in Via dei Fossi, proprio alle spalle di Palazzo Rucellai. Si trattava di un negozio della “CERAMICHE MUSA”. In quel periodo, la “CERAMICHE MUSA” aveva negozi in tutta Italia, ma quello di Firenze era particolarmente piccolo e, forse, poco redditizio… infatti decisero di venderlo. Riccardo lo acquistò con l’intento di tenerlo un anno, provando a rilanciarlo. È da allora che il nome “Barthel” viene spesso associato alle mattonelle che hanno visto l’inizio della crescita dell’azienda.
Nella foto sopra: mattonelle con lo storico "Decoro Firenze" a smalto "Verde Ramina"
Riccardo, appassionatissimo di interior design, amava progettare gli ambienti della casa e quindi, la sera, dopo la giornata di lavoro, con il suo piccolo tecnigrafo si metteva a disegnare gli spazi interni con particolare predilezione per le cucine. Aveva capito che lo spazio che a quei tempi era dedicato alla cucina era troppo minimale e che sarebbe stato destinato a aumentare nel tempo e quindi, precorrendo i tempi e anticipando le mode future, cominciò a concepire cucine più grandi: non più, solo spazi destinati al servizio, non più piccoli tinelli e grandi sale da pranzo… ma vere e proprie cucine da vivere; non più spazi relegati in un locale secondario e di poco interesse: ormai, per Barthel, la cucina era diventata una vera e propria stanza, bella da guardare e altrettanto da abitare. Se pensiamo a quanto oggi la cucina in senso lato si sia evoluta, non possiamo che affermare, che Riccardo Barthel è stato un vero e proprio precursore della cucina intesa nel senso moderno del termine. Altra sua grande intuizione è stata quella di arricchire l’arredo accostando materiali e oggetti anche molto diversi tra loro. Quindi, la cucina passa a essere, da tutta monocolore e tutta uguale, a un vero e proprio mix di meraviglie.
Per far ciò, Riccardo si è avvalso dell’abilità di tanti artigiani toscani, da prima, come lavoratori in proprio e, poco dopo, assumendoli come dipendenti. Così, dando ascolto al suo intuito, iniziò la propria produzione, ospitando i suoi artigiani nel fienile di casa, a Poggio Secco. Per più di10 anni, bronzisti, falegnami, ceramisti e decoratori hanno lavorato in casa Barthel. Poco dopo, nacquero le collezioni per il bagno, i lumi e le maniglie, e infine, il connubio con il recupero e il restauro di mobili d’epoca, per lo più francesi: il brocante. L’azienda cominciò a crescere, fino a che, nel 1994 si trasferì nel cuore dell’Oltrarno fiorentino, in via dei Serragli al 234 r. E dove altrimenti?
È qui che Riccardo e il figlio Francesco conducono l’azienda, progettando cucine e interni, ponendo al primo posto l’artigianato fiorentino, rispettando la tradizione, cercando la qualità, tutto sempre con gusto: il gusto Barthel, che unisce eleganza a originalità… una bellezza senza tempo che ha incantato Firenze, l’Italia e non solo. La singolare creatività progettuale e lo splendore antiquario di oggetti antichi recuperati, sono stati il connubio perfetto che ha portato il fiorentinissimo e inconfondibile “stile Barthel”, nel mondo.
Conosco Francesco Barthel da quando eravamo ragazzini: io servivo in trattoria e lui si sedeva ai tavoli tra i nostri clienti. Da che lo conosco, l’ho sempre visto sorridente, neanche la barba riesce a nascondere il suo dolcissimo sorriso, anzi, direi che lo esalta. È una persona molto affabile e estremamente disponibile... tant’è vero che si è messo in gioco con piacere nella sfida in cucina contro Sabatino. Un giovane che, a 22 anni, era già impegnato nell’azienda del padre.
Nella foto sopra: Francesco Barthel "si vendica" delle angherie subite nella Cucina di Sabatino.
Francesco è anche un grande appassionato di marineria storica, dinghista e, soprattutto, per molti anni è stato l’armatore di Mopi: una bellissima barca a vela di 10 metri del 1953, costruita con legno di quercia, mogano e rovere. Ha sempre messo il cuore in tutte le sue passioni, tanto che questo suo grande amore per le barche d’epoca, è sfociato nella divisione Yachting dell’azienda di famiglia. Ma la sua vera peculiarità è il saper unire, sia nella sua azienda che nella sua vita, la semplicità della tradizione all’eleganza del bello, creando atmosfere raffinate e altrettanto suggestive, un po’ come unire le acciughine di “Sabatino” al millefoglie del “Vivoli”!
P.S. Il vecchio tecnigrafo di Riccardo, costudito dalla moglie per tanti anni, da questo Natale è affidato alle cure di Francesco, che coltiva con grande amore la tradizione di famiglia, affiancando egregiamente il padre nell’attività.