Una bevanda che rischiara lo spirito e riconforta l’anima. Pietro Verri

Io e il caffè

Svegliarsi con il profumo del caffè che ti porta il marito è una gran bella cosa, ma a me, non è mai successo. Io, tuttalpiù, quando ero piccola mi svegliavo con i profumi della cucina di bottega, i profumi dei sughi della nonna, e comunque, era bellissimo. Qualche anno fa ero la prima a svegliarmi al mattino e preparavo la colazione a tutta la mia famiglia. Ora ci sono dei giorni in cui non basterebbe un secchio di caffè per svegliarmi. Ci sono delle mattine in cui il caffè è un dolce buongiorno, altre, in cui il caffè rappresenta due chiacchiere con un amico, altre ancora, in cui può capitare di berlo in fretta e furia per darsi una sferzata di energia, prima o durante il lavoro. C’è chi lo beve solo entro una certa ora del giorno, io lo bevo a qualsiasi ora, anche dopo cena. A volte, prima di andare a letto, mi capita di dover scrivere per fissare le idee che mi sono venute in mente durante la giornata, quindi mi faccio una bella tazza di caffè per rimanere sveglia, mi siedo alla scrivania, prendo carta e penna e... mi addormento. Per me il caffè è una chicca, un piccolo ritaglio di tempo nel caos della mia giornata. E poi, il caffè, piace o non piace, non ci sono vie di mezzo. A me piace sin da piccola; me lo davano annacquato, come si usava fare con i bambini. La quantità di caffeina rimaneva la stessa ma così si “annacquavano” la coscienza. Oggi lo bevo senza zucchero, come si dovrebbe fare per assaporarlo meglio... e infatti non mi accontento molto facilmente.

Per la nostra bottega abbiamo scelto il caffè “Hausbrandt”, la prima industria italiana di torrefazione, nata nel 1892 a Trieste. E l’azienda ci ha accordato una delle loro migliori miscele, una miscela “Gourmet”, costituita da 80% di qualità arabica e 20% di qualità robusta. Una miscela capace di offrire pienezza del gusto, fragranza di aroma e rotondità del corpo. Un ottimo caffè, dal gusto armonioso, pieno e raffinato. Provare per credere!


Storia del caffè

Il caffè è conosciuto in Europa come medicinale sin dalla fine del 1500, ma è solo nel 1645 che aprirà il primo caffè veneziano. È proprio nella seconda metà del 1600 che, in tutta Europa, compariranno le prime caffetterie e di lì a poco evolveranno, diventando molto velocemente veri e propri punti di riferimento della cultura e dell’arte. Ed è a questa piacevole e gustosa bevanda, che Pietro e Alessandro Verri, assieme a Cesare Beccaria, dedicarono una rivista filosofico-letteraria: “Il Caffè”. “Hausbrandt” nasce nel 1892 ed è la prima industria italiana di torrefazione. L’azienda riesce a sopravvivere alle due guerre mondiali, mantenendo integre le proprie sedi storiche e diventando in breve tempo il maggior importatore e distributore di caffè verde in tutta Italia. Oggi, a capo di Hausbrandt c’è Martino Zanetti, un brillante imprenditore che ha puntato tutto, sulla selezione di miscele di caffè di alta qualità, cioè di tipo gourmet. Il dottor Zanetti ha dotato l’impianto di torrefazione di Nervesa della Battaglia delle più attuali tecnologie, così da poter seguire con estrema cura tutte le fasi di lavorazione del caffè, unendo la modernità alla tradizione. Oggi il caffè Hausbrandt è presente in oltre 90 paesi nel mondo.

Metodo Hausbrandt

Hausbrandt fa un’attenta selezione delle migliori qualità di arabica e di robusta effettuando sia controlli visivi che organolettici, sin dai paesi d’origine del caffè. Questi attenti controlli sono indispensabili per garantire un prodotto perfetto che esprima tutta la sua personalità in una tazzina. Tutte le miscele Hausbrandt sono combinazioni perfette di diverse dosature tra qualità arabica e qualità robusta. Dopo la scelta delle migliori materie prime, è fondamentale il momento della tostatura, in cui il caffè subisce la prima vera e propria trasformazione. Hausbrandt utilizza la “tostatura lenta“, durante la quale il caffè raggiunge una temperatura di 210° per 15 o 16 minuti, il tempo necessario per ottenere un caffè dal colore uniforme, che mantiene intatti tutti gli aromi e le proprietà organolettiche. Importantissima anche la preparazione dell’espresso che Hausbrandt segue con controllo scrupoloso: Attenzione della macchina, del macinadosatore, della manualità dell’uomo e della manutenzione delle attrezzature. Ed ecco che, come in una formula matematica, quei 7 g di caffè, in erogazione per 25-30 secondi, con una temperatura costante di 90° e una pressione di 9 atmosfere, daranno come risultato 25-30 ml di espresso: dolce, corposo, aromatico e ricco. Il tutto in una tazzina!

Origine del caffè

Sono oltre 60 le specie di caffè presenti al mondo, ma le bacche utilizzate per la preparazione della bevanda, vengono estratte solamente dalla pianta “coffea arabica” e dalla pianta “coffea robusta”. La qualità arabica, a dispetto del nome, è originaria dell’Etiopia. Attualmente il maggior produttore mondiale di arabica è il Brasile. I grani sono di colore verde-blu e giallo-verdi con forma allungata. Il caffè risulta molto aromatico, dolce e delicato e ha una bassa presenza di caffeina. la qualità robusta è originaria dell’Africa centrale. Viene coltivata principalmente nelle regioni tropicali asiatiche, soprattutto in Vietnam. È maggiormente produttiva rispetto a quella arabica, più resistente e rapida nella maturazione. Si presenta in grani tondeggianti di colore giallo-marrone. Il caffè risulta più corposo, amaro e contiene una maggiore quantità di caffeina. La pianta del caffè è un arbusto sempre verde con un’infiorescenza bianca dal profumo intenso. I frutti sono drupe, sono verdi e hanno la forma di una ciliegia; mutano il colorito in rosso quando raggiungono la completa maturazione. All’interno di ogni drupa si trovano due chicchi piatti nella parte a contatto, separati da un solco e convessi all’esterno. Le piantagioni di caffè si trovano soprattutto tra il 30º parallelo sud e l’equatore, la cosiddetta “regione caffeicola”. Qui, la delicata pianta del caffè trova il suo miglior sviluppo, perché la temperatura media varia tra i 18 e i 24°, quindi non ci sono rischi di gelate o di elevato calore. Altro elemento molto importante per lo sviluppo della pianta è l’altitudine, infatti la qualità arabica cresce a un’altitudine compresa tra i 900 e di 2000 m, il “blu mountain” giamaicano, addirittura a 2500 m, mentre la qualità robusta si sviluppa tra i 200 ed i 600 m di altitudine.

Un dono inaspettato

Raffaello Romanelli frequentava la mia trattoria fin da piccolo, quando a portarcelo era il nonno Raffaello, anch’esso scultore. I suoi antenati hanno lavorato nello studio di Porta San Frediano, uno dei più antichi d’Europa, fondato nel 1829 da Lorenzo Bartolini. Pasquale Romanelli, allievo prediletto del Bartolini, rilevò la proprietà dello studio alla morte del maestro e ne assunse la direzione. Nel 1860 fondò anche una galleria d’arte e fu il primo di cinque generazioni di scultori Romanelli che si avvicendarono nella gestione. Tante sono le opere scultoree firmate “Romanelli” che sono sparse per Firenze, ma anche in grandi musei e piazze di tutto il mondo. Tanto per citarne alcune: “Ercole e il leone” in piazza Ognissanti, “Cosimo Ridolfi” in piazza Santo Spirito, il busto di Benvenuto Cellini sul Ponte Vecchio, il busto del Bartolini nella Chiesa di Santa Croce, uno dei bassorilievi sulla facciata in alto di Santa Maria del Fiore, “Francesco Ferrucci” sotto il portico degli Uffizi.

Raffaello ha ricevuto una formazione classica presso lo studio del Maestro Charles H. Cecil dove ha appreso le tecniche del disegno e della pittura. Da sempre ha nutrito i suoi occhi e il suo spirito con le opere dei suoi avi respirando sin da piccolo l’aria di bottega e venendo a contatto con molti scultori da cui ha preso esempio. Raffaello però, oltre a essere scultore, è anche un gallerista e un insegnante. Una volta mi confidò che la sua grande passione è proprio l’insegnamento, perché, come mi disse: “Insegnando impari, e poi tramandi la conoscenza”. 

Il fratello di Raffaello, Vincenzo, è a sua volta scultore, ma il suo grande amore per gli animali e il rispetto della natura, conseguenze della sua vita nella campagna toscana, lo hanno portato a specializzarsi in sculture di animali.



Quindi, Raffaello è scultore, insegnante e gallerista, ma secondo il mio modesto giudizio, il vero talento di Raffaello è proprio la scultura. Il suo tema principale è la figura umana con la ricerca delle naturali proporzioni del corpo. Ed è nei ritratti che dà la massima espressione di sé. Ho sempre apprezzato i suoi lavori, tanto che quando ne ho avuto l’occasione, ho accompagnato amici a conoscere la sua galleria. Proprio durante una di queste mie visite, Raffaello, forse percependo in me lo stesso suo amore per l’arte, propose di farmi un busto: uno dei più bei regali mai avuti e altrettanto inaspettato. Avevo scritto di lui nel mio libro e la nostra conoscenza è basata su grande stima reciproca, ma non avrei mai pensato di poter essere fonte di ispirazione per un’opera... fatto sta che di lì a poco abbiamo iniziato a lavorare a questo busto: io posavo mentre lui modellava, e parlavamo. Parlavamo del più e del meno, del nostro lavoro, delle nostre vite. Mi ha spiegato tanto sulla scultura e sugli attrezzi del mestiere. E in tutto questo conversare si è nutrito delle molteplici espressioni del mio volto ed è riuscito a catturare la mia personalità. Forse è proprio questo il segreto dell’intensità espressiva delle sue opere: arrivare a una conoscenza profonda della persona per dare forma alla bellezza di ciascun soggetto, esprimendo la sua anima. Manola Gelli, una mia cara amica, vedendo il mio busto si è rivolta a Raffaello e gli ha detto: “Hai saputo cogliere tutta la dolcezza del suo cuore e al tempo stesso tutta la sua forza. Sono veramente impressionata, complimenti!”

Il busto non è stato ancora svelato, se non a pochi. Contiamo di farlo al più presto festeggiando con la gente. Nel frattempo, consiglio a tutti di andare a visitare questa stupenda Galleria nel cuore di San Frediano perché varcare quello stupendo portone in legno al n. 70 del Borgo, significa entrare in una realtà fuori dal tempo. Quello che era la Chiesa dell’Arcangelo Raffaello, oggi è uno stupendo atelier di scultura e Raffaello ne è l’attento custode.

In tanti mi chiedono dove metterò il busto. Sinceramente ancora non so... forse per un periodo lo posizionerò in trattoria perché molti dei miei clienti hanno chiesto di vederlo. Mio marito invece gli ha trovato una collocazione alternativa... lui dice a tutti: “a Soffiano, così siamo già pronti...” . So che mi ama, ma meglio fare gli scongiuri!





Atmosfere - Incontri con la bellezza


Camminando per Firenze, spesso può capitare di percorrere vie strette dove la luce filtra poco: sono vie medievali, con palazzi alti ai lati, enormi portoni in legno scuro e pietre spesso sconnesse per strada. Borgo Santo Spirito è una di queste vie, che d’inverno sembrano ancora più cupe, soprattutto nelle giornate di pioggia, ma che hanno un fascino tutto loro. Un antiquario, una libreria antica, un portone aperto su un giardino signorile, dentro il quale, camminando, possiamo scorgere all'improvviso il colore bellissimo dei limoni. E così, come nella poesia di Montale, quel giallo vivido dei limoni accende una luce che per un istante ti riconcilia con la vita, allo stesso modo, quando apri la porta del “Fiorile”, entri in luogo con un’atmosfera che ti riscalda il cuore.

Una bottega nel palazzo Guicciardini con uno stile tra romantico e minimalista. Non un semplice fioraio, ma un luogo magico creato da Sandra Ceni, dove i fiori si integrano perfettamente con gli arredi e si mischiano benissimo con tutti gli altri oggetti, creando una magnifica armonia di stile. Un universo floreale dove i colori si fondono ai legni, ai profumi delle candele, alla luce dei vetri antichi. Suggestioni chic, accenni shabby, sfumature contemporanee: tutto questo fa parte dello stile ricercato, avvolgente e sensibile di Sandra, che da molti anni collabora con Alessandra per ogni suo progetto.



Antonio Ciccone, una creatura di Padre Pio

Il maestro Ciccone ci accoglie nel suo studio in via de’ Serragli, un enorme stanzone con travi a vista e mura molto alte. Lo spazio per cam...