Io e il caffè
Svegliarsi con il profumo del caffè che ti porta il marito è una gran bella cosa, ma a me, non è mai successo. Io, tuttalpiù, quando ero piccola mi svegliavo con i profumi della cucina di bottega, i profumi dei sughi della nonna, e comunque, era bellissimo. Qualche anno fa ero la prima a svegliarmi al mattino e preparavo la colazione a tutta la mia famiglia. Ora ci sono dei giorni in cui non basterebbe un secchio di caffè per svegliarmi. Ci sono delle mattine in cui il caffè è un dolce buongiorno, altre, in cui il caffè rappresenta due chiacchiere con un amico, altre ancora, in cui può capitare di berlo in fretta e furia per darsi una sferzata di energia, prima o durante il lavoro. C’è chi lo beve solo entro una certa ora del giorno, io lo bevo a qualsiasi ora, anche dopo cena. A volte, prima di andare a letto, mi capita di dover scrivere per fissare le idee che mi sono venute in mente durante la giornata, quindi mi faccio una bella tazza di caffè per rimanere sveglia, mi siedo alla scrivania, prendo carta e penna e... mi addormento. Per me il caffè è una chicca, un piccolo ritaglio di tempo nel caos della mia giornata. E poi, il caffè, piace o non piace, non ci sono vie di mezzo. A me piace sin da piccola; me lo davano annacquato, come si usava fare con i bambini. La quantità di caffeina rimaneva la stessa ma così si “annacquavano” la coscienza. Oggi lo bevo senza zucchero, come si dovrebbe fare per assaporarlo meglio... e infatti non mi accontento molto facilmente.
Per la nostra bottega abbiamo scelto il caffè “Hausbrandt”, la prima industria italiana di torrefazione, nata nel 1892 a Trieste. E l’azienda ci ha accordato una delle loro migliori miscele, una miscela “Gourmet”, costituita da 80% di qualità arabica e 20% di qualità robusta. Una miscela capace di offrire pienezza del gusto, fragranza di aroma e rotondità del corpo. Un ottimo caffè, dal gusto armonioso, pieno e raffinato. Provare per credere!
Storia del caffè
Il caffè è conosciuto in Europa come medicinale sin dalla fine del 1500, ma è solo nel 1645 che aprirà il primo caffè veneziano. È proprio nella seconda metà del 1600 che, in tutta Europa, compariranno le prime caffetterie e di lì a poco evolveranno, diventando molto velocemente veri e propri punti di riferimento della cultura e dell’arte. Ed è a questa piacevole e gustosa bevanda, che Pietro e Alessandro Verri, assieme a Cesare Beccaria, dedicarono una rivista filosofico-letteraria: “Il Caffè”. “Hausbrandt” nasce nel 1892 ed è la prima industria italiana di torrefazione. L’azienda riesce a sopravvivere alle due guerre mondiali, mantenendo integre le proprie sedi storiche e diventando in breve tempo il maggior importatore e distributore di caffè verde in tutta Italia. Oggi, a capo di Hausbrandt c’è Martino Zanetti, un brillante imprenditore che ha puntato tutto, sulla selezione di miscele di caffè di alta qualità, cioè di tipo gourmet. Il dottor Zanetti ha dotato l’impianto di torrefazione di Nervesa della Battaglia delle più attuali tecnologie, così da poter seguire con estrema cura tutte le fasi di lavorazione del caffè, unendo la modernità alla tradizione. Oggi il caffè Hausbrandt è presente in oltre 90 paesi nel mondo.
Metodo Hausbrandt
Hausbrandt fa un’attenta selezione delle migliori qualità di arabica e di robusta effettuando sia controlli visivi che organolettici, sin dai paesi d’origine del caffè. Questi attenti controlli sono indispensabili per garantire un prodotto perfetto che esprima tutta la sua personalità in una tazzina. Tutte le miscele Hausbrandt sono combinazioni perfette di diverse dosature tra qualità arabica e qualità robusta. Dopo la scelta delle migliori materie prime, è fondamentale il momento della tostatura, in cui il caffè subisce la prima vera e propria trasformazione. Hausbrandt utilizza la “tostatura lenta“, durante la quale il caffè raggiunge una temperatura di 210° per 15 o 16 minuti, il tempo necessario per ottenere un caffè dal colore uniforme, che mantiene intatti tutti gli aromi e le proprietà organolettiche. Importantissima anche la preparazione dell’espresso che Hausbrandt segue con controllo scrupoloso: Attenzione della macchina, del macinadosatore, della manualità dell’uomo e della manutenzione delle attrezzature. Ed ecco che, come in una formula matematica, quei 7 g di caffè, in erogazione per 25-30 secondi, con una temperatura costante di 90° e una pressione di 9 atmosfere, daranno come risultato 25-30 ml di espresso: dolce, corposo, aromatico e ricco. Il tutto in una tazzina!
Origine del caffè
Sono oltre 60 le specie di caffè presenti al mondo, ma le bacche utilizzate per la preparazione della bevanda, vengono estratte solamente dalla pianta “coffea arabica” e dalla pianta “coffea robusta”. La qualità arabica, a dispetto del nome, è originaria dell’Etiopia. Attualmente il maggior produttore mondiale di arabica è il Brasile. I grani sono di colore verde-blu e giallo-verdi con forma allungata. Il caffè risulta molto aromatico, dolce e delicato e ha una bassa presenza di caffeina. la qualità robusta è originaria dell’Africa centrale. Viene coltivata principalmente nelle regioni tropicali asiatiche, soprattutto in Vietnam. È maggiormente produttiva rispetto a quella arabica, più resistente e rapida nella maturazione. Si presenta in grani tondeggianti di colore giallo-marrone. Il caffè risulta più corposo, amaro e contiene una maggiore quantità di caffeina. La pianta del caffè è un arbusto sempre verde con un’infiorescenza bianca dal profumo intenso. I frutti sono drupe, sono verdi e hanno la forma di una ciliegia; mutano il colorito in rosso quando raggiungono la completa maturazione. All’interno di ogni drupa si trovano due chicchi piatti nella parte a contatto, separati da un solco e convessi all’esterno. Le piantagioni di caffè si trovano soprattutto tra il 30º parallelo sud e l’equatore, la cosiddetta “regione caffeicola”. Qui, la delicata pianta del caffè trova il suo miglior sviluppo, perché la temperatura media varia tra i 18 e i 24°, quindi non ci sono rischi di gelate o di elevato calore. Altro elemento molto importante per lo sviluppo della pianta è l’altitudine, infatti la qualità arabica cresce a un’altitudine compresa tra i 900 e di 2000 m, il “blu mountain” giamaicano, addirittura a 2500 m, mentre la qualità robusta si sviluppa tra i 200 ed i 600 m di altitudine.











