In un giorno dei tanti di quest’inverno, in una piccola bottega sotto la Porta San Frediano, entrò un nuovo cliente…
Cliente: “Buongiorno, vorrei fare asporto!”
Io: “Benissimo… ecco il menù, cosa le preparo?”
Cliente: “Sì, ho visto il menù, ma posso mangiare ad un tavolino qua dentro?”
Io: “No.”
Cliente: “E a un tavolino qui fuori, posso mangiare?”
Io: “Neppure”
Cliente: “E allora cosa posso fare?”
Io: “Asporto!”
Cliente: “E come devo fare per fare asporto?”
Io: “Legga il menù che le ho dato, scelga cosa vuol mangiare, noi le prepariamo tutto, glielo impacchettiamo e lei lo porta via.”
Cliente: “E dove lo mangio?”
Io: “A casa!”
Cliente: “E allora che ci vengo a fare in trattoria? Io volevo mangiare qui!”
Io: “Capisco, ma non si può!”
Cliente: “E perché vi fanno stare aperti? …e poi…io non posso tornare a casa… abito lontano dal lavoro!”
Io: “Potrebbe mangiare al lavoro…”
Cliente: “No, via!”
Io: “Mangi in auto…”
Cliente: “Non sono venuto in auto, sono a piedi!”
Io: “Allora potrebbe trovare un posticino all’aperto lontano da tutti dove sedersi e mangiare…”
Cliente: “Ma piove! …e poi… con che cosa mangio?”
Io: “Le posate gliele diamo noi, così come il tovagliolo, il bicchiere e, se ne ha bisogno, anche: acqua, vino e pane, o se preferisce, schiacciata!”
Cliente: “Sì, ma si fredda tutto!”
Io: “Un pochino…”
Cliente: “Mah?!”
Io: “Allora? Che ne dice?”
Cliente: “Si può fare…”
Io: “Bene, allora mi dica cosa possiamo prepararle… che c’è la coda!”
Cliente: “Quale coda? Ma se non c’è nessuno!”
Io: “Sì, lo so! Scherzavo…”
E intanto la mamma da dietro borbotta: “Oh Ilaria, che ti ci metti anche te?”
Cliente: “Via, allora mi dia un bel minestrone di riso e cavolo e un roast beef con patate…e, dato che ci siamo, mi dia anche mezzo litro di acqua naturale, un paio di fette di pane, posate, il tovagliolo e il bicchiere. E Grazie!”
In cinque minuti tutto pronto, il cliente paga la modica cifra di 12 euro, prende tutto e se ne va bisbigliando…
Cliente: “Mah?! Che li faranno stare aperti a fare?”
“Oh signore!” Dico io sommessamente… anche se in effetti il cliente aveva proprio ragione…
L’indomani, all’ora di pranzo, ecco che rientra il solito tizio. Io avrei voglia di farmi il segno della croce ma non mi sembra il caso e quindi lo saluto cordialmente, cercando di mostrargli il mio sorriso dietro la mascherina. Egli avanza speditamente fino al banco e con la contentezza negli occhi, esclama:
“Grazie!, Siete stati l’unica cosa buona che mi è capitata ieri! Mi avete fatto compagnia per dieci minuti in questo periodo di solitudine, e mi avete anche sfamato! Grazie davvero!"
Questo "Grazie" ti ripaga del danno subito con la chiusura, fa dimenticare la perdita subita nei giorni dell'asporto e scalda il cuore in un freddo inverno passato in bottega, senza riscaldamento per risparmiare e a porte aperte… aspettando qualcuno che entri.

Numeri uno.....
RispondiEliminaGrazie!
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